Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

Il Codice della crisi rappresenta l’evoluzione della normativa italiana: dalla Legge Fallimentare del 1942 all’attuale sistema orientato alla prevenzione e alla continuità aziendale.


Finalità e principi generali

Il CCII abbandona il linguaggio tradizionale del “fallimento” e introduce una visione moderna, fondata su tre pilastri:

Prevenzione - Tempestività - Responsabilizzazione

La procedura di allerta (artt. 12–23 CCII) introduce un percorso riservato e non giudiziale per individuare precocemente gli squilibri, con un ruolo attivo degli organi di controllo.


L’obbligo di garantire la continuità operativa (Art. 3)

L’art. 3 impone all’imprenditore di:

In sintesi:

👉 l’imprenditore deve sapere come sta andando l’azienda, in tempo reale.

 

Cosa significa in pratica

Non si tratta di un adempimento formale.

È un sistema di controllo che permette di:

prevenire problemi - prendere decisioni consapevoli - proteggere la continuità aziendale - collaborare meglio con il  Consulente/Commercialista

 

Un obbligo anche etico

Garantire la continuità operativa non riguarda solo l’impresa in sé. Ha un impatto diretto su:

Fattori interni (endogeni): dipendenti - collaboratori - fornitori - partner operativi

Fattori esterni (esogeni): Agenzia delle Entrate - INPS - istituti finanziari - comunità economica e sociale


Perché questa pagina

Informare è un mio dovere etico.

Il Codice della crisi impone obblighi precisi e non sempre conosciuti.

Questa pagina ha lo scopo di chiarirli e di offrire un orientamento operativo.

 

La continuità aziendale è un dovere verso tutte le persone e i soggetti coinvolti che dipendono dall’impresa.

 

Le soluzioni 

Per rispondere agli obblighi dell’art. 3, offro strumenti tecnici, metodologie e supporto operativo per garantire:

assetti organizzativi adeguati - monitoraggio costante - rilevazione tempestiva degli squilibri - prevenzione e continuità aziendale


Conclusione

👉 Il Codice della crisi non è solo un obbligo. È un’opportunità per gestire l’impresa con maggiore sicurezza, consapevolezza e responsabilità.


Prevenire è una buona pratica prima ancora della normativa